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Occhi di S.Lucia

Mia madre ha ringraziato Santa Lucia per i miei occhi I gioielli che aveva, li ha dati alla Santa per me. Ha preso i suoi orecchini e quando è passata davanti mi ha preso in braccio e mi ha fatto andare verso di lei. Il corteo per le strade andava di sera il tredici dicembre e scendeva quell’anno dal lato di levante. Ad ogni tappa sparavano le bombe e poi tiravano ancora la Santa con i lacci lunghi quanto un blocco di case. Li aveva indosso gli orecchini d’oro e li ha levati quando il corteo si è fermato alla quarta traversa. Mi hanno sollevato sul carro d’oro illuminato e ho messo gli orecchini nelle mani del maestro di festa. Che a un certo punto ha gridato alla folla "Con tutto il cuore! Viva Santa Lucia!" Il fazzoletto bianco, allora, si è alzato due volte dal braccio come la vela al vento di una nave in partenza. Dice che in cucina, lei o la nonna friggeva qualcosa l'olio bollente è andato in giro e qualcosa mi è venuto addosso. Non ricordo nien...

Foto di ponti

Roma, Porta Pia . Ieri mi hai inviato le foto della tua mostra sui ponti. Oggi mi hai chiesto “non hai niente da dirmi?” Le tue foto le conosco da più di venti anni. Gente di spalle che guarda il mare, ombre sui tetti dei palazzi in costruzione. La prima foto con te dentro, invece, era dentro una cornicetta di argento regalo di matrimonio poggiata su un tondo di merletto. Il tavolo era senza sedie come un altare in un soggiorno di una casa di corso Trieste. Sono contento della tua mostra, vorrei vederti ma sono qui lontano. Le tue foto sono tristi ma profonde, c'è un sentimento di immanenza e di trascendenza. Ma la tua domanda la leggo anche al di fuori di questo. Perciò voglio anche dirti grazie per quanto mi sei stata vicina e per il tempo che siamo stati vicini e per i tuoi capricci di bambina, la tua risata e i tuoi denti bianchi. Avevi le tue scarpe verde acido e un nasino all'insù quando ci siamo parlati in un tappeto di moquette grigio topo. Oggi è un giorno di pioggi...

Il mare e il quinto cerchio

Non mi ricordo i particolari, mi ricordo una sensazione come di un mormorio di un mare che sale e di un'onda insieme sulle orecchie e sul naso come un'aria di montagna e di un lago specchiato nel gelo dell'acqua e nel calore delle tue braccia Forse i francesi hanno ragione e il mare è femmina io non so, invece... è il vento del quinto cerchio. quelle luci, quel calore... quel senso di sicurezza. quel poter essere tutto se stessi per una persona sola che non ti giudica per tutto quello che sei

Intolleranze

Milano, Porta Lodovica. Vado al chiosco per un panino con la salamella, piove ma non fa freddo. C'è una tipa dentro con il cappello di pelle da leopardo a forma di coppola. Attorno le macchine schizzano l'acqua addosso ai passanti insieme ai tram che in quell'incrocio ogni tanto fanno un bel frontale che ci scappa il morto. Nessun cliente al chiosco quindi faccio la deviazione, è meglio una zuppa calda e liscia seduti in mezzo ai fighetti dell'università Bocconi? La tipa del chiosco allora prepara il panino e ci passa un quarto d'ora, nel frattempo mi racconta che è in lotta con i conservanti, non li sopporta, è allergica. In effetti la sua faccia è più vecchia di quanto non dovrebbe, con delle pieghe sul volto, ma sotto il suo cappello di pelle di leopardo va avanti con spatola sulla piastra rovente e cipolle fino alla confezione del panino.  Quello che è pazzesco è che, dice, i conservanti sono dappertutto anche nel pane e nel vino e nell'insalata. Allora...

Oklahoma train

Mi sembra di essere con te. Ogni tanto sento il fischio nelle orecchie. Forse sei tu, come il treno merci  del passaggio a livello di Oklahoma. Mi sono svegliato in un motel e l'ho visto e sentito alle quattro di notte fischiava come una nave a vapore per lunghi minuti una serie di carrozze merci andavano dall'ovest verso il Missouri e il fischio e il macchinista e le luci del motel e la mia panchina di legno dove mi sono seduto a guardare anche la luna che era piena Ero seduto in mezzo alla pianura in mezzo allo stato nel mezzo dell'America dei campi di soia e il treno non finiva più di passare e agitava i miei pensieri e i miei capelli il soffio di quel treno così vicino e così potente mentre tutti dormivano e sentivano il tuono dei vagoni e dormivano ancora Il macchinista ed io soli potevamo sentire quel fischio che diceva attenzione le barre non bastano c'è un treno che passa sono le tre o le quattro di notte e il treno deve passare fischiando un ...

Tazze d'oro

Milano-Dusserldof. A 13 anni mi hanno mandato, d'estate, a imparare un mestiere a caso in un bar. Sbucciavo le mandorle bollenti su un tavolo di marmo di Carrara prima di tritarle e servivo caffè e brioche al bancone. Anche un giorno di inverno del 2006 mi invitano a caso alla multinazionale del detersivo. Siamo in due giornalisti contro dieci soldati aziendali. Niente da mangiare perchè sono le quattro di pomeriggio, solo un caffè.  La ragazza dell'ufficio stampa è alta e sgraziata ma molto gentile. Possibile che i tedeschi non badano alla forma? Entra il capo dopo i convenevoli e chiede ai suoi, per rompere il ghiaccio, bene di cosa parliamo? Le vendite sono cresciute, i conti sono a posto. Guadagnano così tanto che nessuna crisi li scalfisce. Il segreto è essere i primi a fare le cose, la gente si abitua e non ti cambia mai. Il boss ha finito di rispondere e si guarda intorno come se da anni ripete le stesse cose. Allora io dico, scusi ma la crisi dei consumi, l'inqui...

Qualcuno che ti aspetta

E' bello sapere che c'è qualcuno che ti aspetta quando torni. Soprattutto è bello pensare che questo qualcuno è come te lo immagini. La curiosità di incontrarti fa a pugni con la certezza che ci sarà comunque una qualche delusione. Però questo non mi impedisce di desiderarlo lo stesso. E' una sfida che mi piace correre. Come quando correvo per un campo dietro a una palla per scartare l'avversario e fare un gol in quella porta. O come quando ho inseguito per ore una ragazza bellissima e poi lasciarla andare quando era vicino a me. O di quella volta che ho passato delle ore a sentire un organo di chiesa per baciare nel buio la prima bocca. Ieri ho finito il libro di Goliarda Sapienza, L'arte della gioia. Ho pianto come si piange quando si prova il dolore più grande. E' un libro rivelazione per me. C'è dentro lo stesso spirito e la stessa emozione che ho provato tante volte nella vita. Il piacere e il godimento ma anche la separazione e la disperazione. Sono...