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Piano trasparente

Milano, Porta Lodovica . Nella casa di campagna di nonno Turi, al Monaco, gli "inglesi" (che poi erano gli americani della 5° Flotta) avevano lasciato un piano durante la guerra e le corde di rame erano scoperte perchè il legno non c'era più. Gatti e sacchi di juta lo avevano salvato dalla distruzione totale da 25 anni. Pizzicavo le corde con le dita perchè di tasti non c'erano e la polvere asciutta dell'estate rimbalzava come se fossero di un contrabbasso. E risuonano ancora e mi danno alla testa. Più delle note degli organi da chiesa durante le prove prima della messa della domenica di Pasqua. Una mattina di sole ho visto un pianoforte trasparente salendo a Santa Maria Maggiore. Dietro la vetrina di strumenti musicali il piano aveva le pareti in plexigas e tutto l'interno, come fossero ossa e budella del suo corpo sotto la pelle, erano esposto verso la strada. Camminavo a Roma e avevo fatto a piedi da piazza Venezia passando per le Terme di Traiano, i sampi...

Brodo di pollo

Roma, piazza Bologna . La stanza era umida in un semi interrato senza finestre. E quando l'aria non circola senti un odore di cantina e di stantio. Perchè l'evaporazione dei fumi non ha corrispondenza con il flusso di ossigeno da fuori verso dentro. L'odore del brodo di pollo si sentiva appena nel frigo per via della bassa temperatura. Così abbiamo aperto la scodella di plastica con il brodo del pollo spedito dalla mamma dell’Irpinia.  Ma è bastato poco a farlo rinvenire quando poi abbiamo tentato di fare il risotto una domenica sera dopo il tradizionale cinema della domenica. Dopo il primo Tornatore che parla dei siciliani come fossero abissini dominati dai nobili aragonesi. Perciò gli odori della cucina andavano anche nel bagno e nella stanza con il divano letto.  Il riso in brodo sarebbe andato anche sulle tamerici salmastre se avesse potuto uscire dall'appartamento rosso e senza finestre. Sugli abiti rossi sparsi sui mobili rossi e sulle spalline bianche il calore...

Musica nell'aria

Amo Bob Dylan da quando avevo il mangiacassette. E lo portavo al liceo per far sentire a tutti Storia di un impiegato di De Andrè o Desolation Row tradotta insieme a De Gregori. Andava Homesick blues di Bob tra le basiliche la prima volta che ho baciato la mia ragazza. Così da circa 20 anni se mi capita a tiro vado a sentirlo nei concerti, l'ho visto in cima a una montagna in Austria che cantava con gli occhiali da sole, in una pozzanghera nella pioggia alla periferia di Milano, ma anche nel teatro greco di Taormina quando era già ridotto male. Una sera a Bologna c'era il Papa davanti mentre faceva le scale con il cappello in mano e dopo qualche passo incerto da trapezista si è rialzato al volo e gli ha stretto le due mani. Una volta d'estate sono andato come gli altri pellegrini dietro alla sua carovana. Ci sono dei versi di Tamburine man che ancora adesso dicono ogni giorno una cosa nuova e le canzoni sono fatte apposta per essere cantate in diversi istanti della t...

Occhi di S.Lucia

Mia madre ha ringraziato Santa Lucia per i miei occhi I gioielli che aveva, li ha dati alla Santa per me. Ha preso i suoi orecchini e quando è passata davanti mi ha preso in braccio e mi ha fatto andare verso di lei. Il corteo per le strade andava di sera il tredici dicembre e scendeva quell’anno dal lato di levante. Ad ogni tappa sparavano le bombe e poi tiravano ancora la Santa con i lacci lunghi quanto un blocco di case. Li aveva indosso gli orecchini d’oro e li ha levati quando il corteo si è fermato alla quarta traversa. Mi hanno sollevato sul carro d’oro illuminato e ho messo gli orecchini nelle mani del maestro di festa. Che a un certo punto ha gridato alla folla "Con tutto il cuore! Viva Santa Lucia!" Il fazzoletto bianco, allora, si è alzato due volte dal braccio come la vela al vento di una nave in partenza. Dice che in cucina, lei o la nonna friggeva qualcosa l'olio bollente è andato in giro e qualcosa mi è venuto addosso. Non ricordo nien...

Foto di ponti

Roma, Porta Pia . Ieri mi hai inviato le foto della tua mostra sui ponti. Oggi mi hai chiesto “non hai niente da dirmi?” Le tue foto le conosco da più di venti anni. Gente di spalle che guarda il mare, ombre sui tetti dei palazzi in costruzione. La prima foto con te dentro, invece, era dentro una cornicetta di argento regalo di matrimonio poggiata su un tondo di merletto. Il tavolo era senza sedie come un altare in un soggiorno di una casa di corso Trieste. Sono contento della tua mostra, vorrei vederti ma sono qui lontano. Le tue foto sono tristi ma profonde, c'è un sentimento di immanenza e di trascendenza. Ma la tua domanda la leggo anche al di fuori di questo. Perciò voglio anche dirti grazie per quanto mi sei stata vicina e per il tempo che siamo stati vicini e per i tuoi capricci di bambina, la tua risata e i tuoi denti bianchi. Avevi le tue scarpe verde acido e un nasino all'insù quando ci siamo parlati in un tappeto di moquette grigio topo. Oggi è un giorno di pioggi...

Il mare e il quinto cerchio

Non mi ricordo i particolari, mi ricordo una sensazione come di un mormorio di un mare che sale e di un'onda insieme sulle orecchie e sul naso come un'aria di montagna e di un lago specchiato nel gelo dell'acqua e nel calore delle tue braccia Forse i francesi hanno ragione e il mare è femmina io non so, invece... è il vento del quinto cerchio. quelle luci, quel calore... quel senso di sicurezza. quel poter essere tutto se stessi per una persona sola che non ti giudica per tutto quello che sei

Intolleranze

Milano, Porta Lodovica. Vado al chiosco per un panino con la salamella, piove ma non fa freddo. C'è una tipa dentro con il cappello di pelle da leopardo a forma di coppola. Attorno le macchine schizzano l'acqua addosso ai passanti insieme ai tram che in quell'incrocio ogni tanto fanno un bel frontale che ci scappa il morto. Nessun cliente al chiosco quindi faccio la deviazione, è meglio una zuppa calda e liscia seduti in mezzo ai fighetti dell'università Bocconi? La tipa del chiosco allora prepara il panino e ci passa un quarto d'ora, nel frattempo mi racconta che è in lotta con i conservanti, non li sopporta, è allergica. In effetti la sua faccia è più vecchia di quanto non dovrebbe, con delle pieghe sul volto, ma sotto il suo cappello di pelle di leopardo va avanti con spatola sulla piastra rovente e cipolle fino alla confezione del panino.  Quello che è pazzesco è che, dice, i conservanti sono dappertutto anche nel pane e nel vino e nell'insalata. Allora...