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Kerosene

Partì per amore verso una piccola città  del Nord e finì per dormire sul pavimento, accanto alla stufa al kerosene senza kerosene. Chi l'aveva ospitato disse che era tutto il meglio che poteva fare in questa sezione di partito piena di volantini e ciclostilati, cioè dei fogli stampati anche sul retro pieni di parole e parole come democrazia e popolare. Il ragazzo aveva una ventina di anni e portava con sè la macchina fotografica. Scattava una foto al giorno, così da stampare un rullino al mese per lo più in bianco e nero. Portava un giubbotto blu per coprirsi ma senza successo dal ghiaccio dell'inverno. Quando arrivò di mattina presto alla stazione di Genova in transito, fece le scale dell'androne e cercò il centro di Genova senza riuscirci. Lei, invece, viveva vicino al carcere circondariale di massima sicurezza, dove avrebbe poi lavorato. Portava i capelli sopra gli occhi, i suoi occhi erano come due grandi uova di quaglia ma di altro colore, come fossero delle cas...

Cura del freddo

Una sera d'inverno arrivò un ragazzo. Aveva il fisico di un astronauta in formato ridotto, soffiava con un lato della bocca sui capelli per spostarli dagli occhi. Che sei venuto a fare a Roma? Faccio dei quadri ma sono specializzato in massaggi terapeutici, sai cos'è lo Shatzu? Non aveva idea di dove andare e nel giro di poco si trasferì in una stanza piccola ma riscaldata. Diceva di chiamarsi Nicola, pittore. Ma dopo qualche giorno disse che era esperto anche di crio terapia, la terapia del freddo, e che studiava in psico stregonerie. Fece un disegno e poi un altro ancora in bianco e nero. Prendeva le mie foto e faceva degli schizzi con un carboncino. Per qualche tempo ci siamo piaciuti, finché una mattina disse di aver trovato casa e lavoro. Fece un disegno del mio profilo vicino a un altro profilo. La mia stanza era piena di colori e pennelli, c'era aria di pastello e di rivelazioni dopo l'aria della rivoluzione. Nelle piazze e nelle strade i cortei di operai e impie...

Finisce per travalicare

Balotelli è uscito dal campo scuro in volto, dice il cronista a bordo campo. Sono d'accordo con Mimmo Trischitta, dice l'esperto di comunicazione. Mi trovo ancora a sentire della gente che parla da un tavolo con dei microfoni, come ascoltassi le prediche e i salmi dall'altare di una piccola chiesa. Allora ascoltavamo senza interesse ma ci sembrava di fare qualcosa di utile per le nostre anime. Ci sentivamo a posto con il senso del dovere e della comunità. Il prete predicava e noi pensavamo agli incensi. Diceva Signore sia con noi. E con il tuo Spirito. Ora il relatore esperto parla e predica ancora alle piccole folle radunate. Ma il delitto passionale non esiste più. Il femminicidio vi sembra una parola corretta? Dove finisce per travalicare il contesto a volte supera la parola. Prima erano parole e paroloni, ora sono parole sconnesse come se si parlasse a vanvera, chi è vanvera?, davanti casa o con la prima persona che passa. Salve sono Nunzia Scalzo, vorrei fare una...

Corso non deo ontologico. S. Agata festa di Catania

Corso non deo ontologico per giornalisti tenutosi a Catania. Estratto registrato di una conferenza-simposio che forse non hai potuto frequentare. Tema la festa della patrona S. Agata. Vedete, dice Don Paolo, il sacro è l'oggetto della festa, dal latino sacer, sancire. Conservare ciò che è ritenuto sacro e non profano. Ma poi ne parlerà meglio anche il rappresentante del comitato festeggiamenti di Sant'Agata. La festa comunica il sacro al di là della festa. Faccio un riferimento classico per focalizzare una mia lettura. Platone, nel settimo libro, illustra il famoso mito della caverna. Il prigioniero vede solo le ombre e si convince che è la realtà. Ma potrebbe esserci un valore connotativo del sacro e del profano. Il profano è ciò che sta fuori. La festa ha un valore blando per una bassa coinformazione. Alla fine c'è una bassa cosignificazione se vogliamo ben guardare. I valori scendono di parecchio, tante volte una coinfornazione variegata. Il committente, insomma, manda...

Titoli postali

Dopo il crack i clienti soci di quattro banche del centro Italia non hanno visto più un euro dalle obbligazioni, comprate come sicure al 100%. Ora si vedrà chi è stato rapinato e chi si è truffato da solo. Dopo poche settimane accendi la tv e vedi uno spot con altri rapinatori. Peccato che promuove i titoli postali, altre obbligazioni che rendono di più dei soliti Bot. Si vede una scena del vecchio Far West, ti spezzano le reni a colpi di pistola quando entri nel saloon. Con le obbligazioni protette e garantite delle Poste italiane, invece, sei al sicuro al 100%. Lo dice un tipo con cappellaccio e la barba da bounty killer. Fidati del duro cacciatore di taglie, il profitto passa dalla pistola. Tutte le banche vendono ai loro clienti dei pezzi di carta che promettono soldi per il futuro. Uno di questi pezzi di carta si chiama obbligazione appunto. La banca incassa il liquido contante dal cliente e si obbliga verso il cliente a restituire altri soldi, più soldi pensa il cliente. ...

Giocattoli

I regali li trovo utili per un giorno, li smonto e rompo e poi li restauro per sempre. Lo stesso per le cose nuove acquistate come le auto, i telefoni o gli apparecchi che si possono aprire per vederci dentro. Le creazioni, invece, vanno avanti per decenni, all'inizio sembrano quasi fatte ma incomplete. A lungo restano monche e scheggiate. Quando alla fine sono perfette le abbandono. E qualcuno le apprezza al posto mio. Devo passare dall'ansia della scoperta al piacere di scartare la confezione. Devo fare tante cose. Devo anche capire perché il respiro si è fatto più pesante. E perché non sento più gli stessi odori dalle stesse cose.

Falso pepe

Ho trovato un fossile di conchiglia, un guscio di perla come l'insegna di un benzinaio Shell. Ha una certa dimensione e le righe a raggiera lasciano solchi profondi a forma di archetto. Segno che il deserto avanza lentamente su questa zolla di Africa, un vecchio posto di mare vicino al vulcano dell'Etna che ha lasciato ferro, calcare e bocche di acqua salata.  La terra si fa creta quando le pietre passano via. Se resta arida ogni giorno diventa più tagliente come carta vetrata, dura come il cemento. Se la terra è zuppa di acqua, invece, si fa come una melma fangosa, come sabbie mobili dove affondano le scarpe e i paletti di legno per le piantine. C'è voluto un cavo di acciaio per tirarmi fuori da tutto questo quando le ruote si sono messe a girare a vuoto. Il nuovo albero di falso pepe dovrebbe dare ombra a macchine e trattori, forse al rimorchio, la carriola e biciclette. Il piccolo stelo dista nove piccoli passi dal mandorlo che non vuole saperne di perdere le fo...