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Setti fimmini

Sono tutte uguali le donne della mia vita. Si lamentano sempre di qualcosa e io le ascolto. Le rassicuro quando piangono o se parlano delle mie assenze o degli imbrogli. Di solito hanno gli occhi neri e grandi, però, per rovinare tutto, portano la frangetta sugli occhi o qualcosa di simile. Le odio per questo e perciò ho fondato dentro di me l'MLF, il Movimento per la Liberazione della Fronte.
Le amo per compassione e le adoro per passione. Il lamento del dolore si trasforma in lamento di piacere e questo è il miracolo. La pelle è bianca e liscia, la bocca è morbida e crudele. Confido sempre nel gioco della scoperta del mistero insondabile che si cela dietro alla decisione: "Porto la mia borsetta con il trucco entro la borsa più grande oppure la metto a parte nella valigia quando parto?"
Sogno sempre che mi prendano così come io le prendo. Vorrei che mi seguissero sempre nelle mie manie. Ma non lo fanno quasi mai quelle che amo. Invece lo farebbero sempre quelle che mi lasciano indifferente.
Alla fine mi adorano talmente che sopportano ogni tortura. Fino quando passa il primo che passa e allora mi fanno: "Mi dispiace ma ora sono impegnata. Non ti dimenticherò mai. Buona fortuna". In fondo i rapporti a due soffrono dello stesso male della cabine del telefono. Uno dei due è rotto oppure l'altro è occupato.

Commenti

  1. infinita sicurezza e consapevolezza di sè..... lo dice una ragazza coi capelli ricci e scuri e gli occhi che sanno guardare nonostante sia una di quelle che si lamentano ma sopporterebbero ogni tortura.. che non esisteva ancora quando erano sette.... le rincresce solo che la conosci in una veste non sua, in un abito a lutto per quello che ha subito, d'occasione per quello che affronta, smesso per rigettare il passato, minimo per la voglia di presente....
    in realtà lei sa per certo di averti preso come l'hai presa tu o meglio, lo fa adesso... e se su un piatto c'è tortura, sull'altro il primo che passa, lei fa come te: non rinuncia a nulla e parla di manie. Le manie sono i lamenti che non vogliono rimanere sterili, ma si fanno sentire con le parole, con le azioni o con il non agire, solo quando vogliono ottenere un risultato.
    In fin dei conti hai ragione tu: i rapporti a due non funzionano bene, forse sette è il numero giusto

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  2. Forse il primo che passa non ha paura, come te.
    Quello che tu pensi sia il primo che passa è forse quello che per primo ha avuto la forza di mostrarsi e mantenersi presente, con il normale coraggio di quello che è.
    Oppure è semplicemente il primo che ha mostrato la volontà della sua decisione di amare, senza compromessi, senza nascondersi dietro impegni: senza paura .. con la voglia di amare per amare, non per compassione..

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