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Termos dinamica

Lei è partita per Sorrento con la sua valigia e mi ha detto: - Come faccio con il frigo?
Le acque reflue del freezer abbandonato e spento potrebbero andare sul parquet.
Ho detto: - Ci penso io.

Lei esce e mi lascia le chiavi. Capovolgo il frigo verso l'alto, una soluzione perfetta, l'acqua resta dentro e al massimo fa un po di puzza  ma non si rovescia. Spengo il cd, mi lavo le mani, aggiusto le coperte sul letto e dormo quei dieci minuti senza scarpe.

Ma dal taxi verso l'aeroporto lei telefona e dice: - Forse abbiamo fatto una corbelleria. C'è un tipo di gas nel vano posteriore del frigo, potrebbe rovesciarsi anche lui. Sarà stato il tassista ad avere questa idea - penso io.

Allora dico: - Bene, allora prendo il frigo e lo rialzo verso l'alto. Ma non troppo perché potrebbe uscire l'acqua per la pendenza. Così lo appoggio alla parete e resta in bilico con la porta aperta e in diagonale. Come un'oblo sul mare in tempesta, come una scatola bianca appoggiata, come un volume solido su un piano inclinato.

Lascio tutto per bene e faccio per andare. Il lavabo ha una saponetta carina profumata. La vasca è verde come quelle arabe dell'hammam. Sono solo nella casa di un altro ma è come se fosse la mia casa. Mi devo occupare della tovaglietta e delle posate.

Abbiamo mangiato le cose vegetariane comprate sotto casa perché l'osteria era chiusa. Ora i resti del tutto sono in giro. Non posso lasciare la casa sporca, in fondo è diventata anche casa mia. Le lenzuola e la federe sono diventate mie. Profumano di bucato, sono rosse e lei ha lasciato qualcosa di arabo appeso in giro tra le lampade.

Ora sono passate le settimane e sono tornato nella casa. Per entrare ho cercato di aprire la porta di un altro, avevo sbagliato piano. Il frigo si è messo in piedi da solo. L'acqua non c'è più, è solo rimasta una macchia sul parquet. Perdonami nomade delle Madonie, dammi un bacio.

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