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Parasassi

Di mattina piccoli sassi increspano i capelli. La pioggia pesante cade sui tetti da una nuvola alta sopra il vulcano. Apocalisse di un'ora per ricordare le sette disgrazie del popolo.

Cristian dice: - Se apri gli occhi verso l'alto li riempi di polvere. Oggi non si lavora tra gli alberi. Giro per le strade e vedo un'ombrello aperto di uno che cammina.

Gli aranci prendono il colore della cenere, i terrazzi esposti sono diventati neri. Siamo sotto vento e imbarchiamo la cenere raffreddata dal cielo.

Le macchine scendono in città, lavorano negli uffici. I bar servono il caffé ristretto e un bicchiere di plastica con acqua minerale. La polvere sale fino al collo e non vi accorgete di niente.

Commenti

  1. non ci si accorge della polvere che casca sulle giornate uguali l'una all'altra: gli uffici lavorano e i bar distribuiscono caffè...
    e invece la polvere scappa a ricordare la rabbia che non riesce più a stare dentro... non serve l'ombrello aperto, la polvere si insinua tra i capelli, se cerchi di sfidarla copre tutto, anche gli occhi....
    non c'è soluzione, è improvvisa e decide lei, ma solo dove non c'è la monotonia dei giorni uguali ai giorni
    Eppure solo il giorno prima era immenso l'arcobaleno

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