Passa ai contenuti principali

Occhi di lato

La signora usciva dal bar, non ha visto la vetrata e ha dato un colpo di testa alla porta. Il suo amico l'ha soccorsa, lei è rimasta stordita per qualche tempo. Non c'è niente da ridere, anzi poteva farsi un bell'acchetto sulla fronte e il sangue scorreva sulla tempia.

Un'altra donna, una straniera, passava sui marciapiedi nei pressi della fermata. Con una valigia a ruote di gomma cercava un taxi o cercava qualcuno. Ha centrato con il viso un palo di ferro, era un'insegna del divieto di sosta. Si è presa una bella botta, lo spavento ora gli è passato.

Di questi tempi a luglio succede sempre qualcosa agli occhi o alle ossa. Un colpo di sole come una mazzata sulla testa, un calcio di pallone e poi una ferita alla fronte. Ero per terra, non vedevo più niente sul campo di Pedara. Me lo avevano detto, guarda avanti invece di correre con la testa da un lato.

Nei racconti delle Scritture si dice a qualcuno di non voltarsi indietro. Potrei paralizzarmi se lo facessi adesso. Potrei diventare una statua di sale all'incrocio dei venti. Rimango dritto in piedi, posso fare due passi avanti senza farne troppi altri indietro.

Speculatori dei cascami della lana vendono ancora la mia pelle. Cavallette a quattro zampe alitano dalla bocca rugosa. I miei contadini proteggono il campo, bevono il vino e aspettano. Guardo avanti, non mi fa impressione la dose di zucchero nella coppa.

Commenti

  1. passi lenti, anni che passano ad aspettare e torri di guardia a difendere il regno senza orizzonte..
    e se c'è una corsa, è inutile ..come girare in tondo sui navigli..
    Così si rimane paralizzati come statue .. immobili tra le strade che nonostante tutto soffiano su di noi, con la paura di guardare avanti per essere sicuri di non fare passi indietro...

    peccato... rinunciare alla follia è un po' morire

    RispondiElimina
  2. usciva dal letto, la finestra era aperta per il caldo, lui non ha visto e ha dato un colpo di testa all'anta sporgente. Lei l'ha soccorso, lui è rimasto stordito per qualche tempo. Non c'è niente da ridere, anzi poteva rischiare di essere costretto a rimanere dov'era.
    Di questi anni in agosto ci si trova a dover fare delle scelte: guardare avanti invece di tirarsi su con la testa da un lato.

    E allora, rimani dritto in piedi, fa' quei passi avanti, contro gli speculatori e le cavallette non si guarda mai indietro.
    Ma le ferite alla testa rimangono solo a chi resta.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Avevo un cuore

Adesso ho quasi tutto, molto più di sempre. Adesso non devo lavorare per vivere, ho abbastanza. Ho anche una casa solo mia, una terra tutta mia. Prima ero nel traffico e vivevo in quattro metri quadrati, ora ho quattro stanze da 120 metri e un terreno di nove mila metri. Ci sono due cani che corrono, tanti alberi piantati e altrettanti da piantare ancora.  Quando avevo la voglia non avevo una lira, adesso ho una lira ma la voglia è passata. No non è passata, ho sempre il senso del dover fare qualcosa per proteggermi aspettando tempi migliori. Invece dovrei semplicemente cercare di fare quello che voglio fare: alzarmi dal letto con un piano per la giornata. Dovrei fare con calma e determinazione quello che è giusto e bello fare. Ma nel frattempo ho dimenticato cosa volevo fare perché l'ho rimandato. Ho sentito di non avere la forza di andare oltre le barriere e le circostanze. Mi sono perso nel groviglio delle rinunce e dei compromessi. Era più urgente la necessità di coprirmi dalle...

Un muro nella testa

- Hai detto che ti chiami Serena, mi ricordo che ti chiami Serena. Non è vero? - No, io sono la Brunella. Avevo immagazzinato l'idea di Serena perché Serena è nome lombardo. Non che questa Brunella fosse bella come la Serena che immaginavo ma per comodità mi ero appoggiato a questa idea per darle un contesto. Per riportarla dentro uno schema notorio.  E così per più di una volta incontrandola nel parco, lei e il suo compagno Fango, pensavo: ecco la Serena. Pensavo, forse non si chiama Serena ma è il nome che più si avvicina all'idea che mi sono fatto del suo nome quella volta che me l'ha detto. Infatti Brunella non era neanche vicina alla Serena postina dei partigiani, che era una bionda bella e forte. Eppure ero quasi sicuro. Serena come la partigiana del film sulla resistenza in Val Padana. Come i protagonisti di Novecento di Bernardo Bertolucci o di Citto Maselli, donne partigiane in aiuto di compagni partigiani. Il popolo buono, il bello della rivoluzione poi estesa dal...

L'uomo delle contraddizioni

Le cose andavano talmente bene che voleva fare la rivoluzione. Come San Tommaso deve toccare le ferite altrui e anche le proprie. Mette alla prova, si rimette in gioco, crede solo a quello che sperimenta e cerca il limite. Viveva in un borgo di gente laboriosa e simpatica ma corre verso la periferia di una metropoli. Sostenuto da una famiglia proprietari abbraccia l'idea dell'esproprio proletario. Per la città indossa i jeans marchiati dalla multinazionale del tabacco, prende il sussidio dagli industriali e organizza assemblee di socialisti. Per fare il reporter nel mondo si accontenta del giornale di provincia, lo abbandona e si trasferisce nelle stanze della Camera del Lavoro. Prendo gli schiaffi ma non per conto mio, pensava. Fa un master in giornalismo mentre aiuta gli arruffapopolo e finisce per votare i riformisti della politica. Aspettando di fare l'inviato accetta le pagine di un piccolo giornale di agricoltura e poi di uno di finanza. Rinuncia a tutte le credenze r...