Passa ai contenuti principali

Zoticon

Uno ha la faccia gonfia da un lato come se avesse una noce sotto la pelle. Un maschio bianco dagli occhi acquosi che potremmo chiamare Scognito con l'accento sulla o.

Ora la nocetta ha fatto il pus e abbiamo applicato del puro succo di aloe sulla ferita. Scognito assomiglia alla Zorika e non al padre ad eccetto del colore del pelo. Appare il piu' debole del gruppo e prende un sacco di lezioni di lotta a corpo libero.

La capo rais sarebbe la bianca maremmana di nome Sciavazza con l'accento sulla seconda a. Forse la prende per il figlio questo vicino di terre. Alfio che un giorno trovo' il padre impiccato nella fattoria. Lo aspetto intanto che faccio chiarezza su chi sono i miei dieci cani da allevare chissa' per quanto tempo ancora.

A casa ho lasciato il nero Wolfie che e' un maremmano nero e il bianco esile Picciuso con l'accento sulla u. In attesa di sviluppi sul fronte delle adozioni spontanee un drappello di affamati copre le mie scarpe e tanti occhi neri mi guardano negli occhi appena qualcosa si muove nella quiete.

La piu' facile da trovare e' Bronkie una femmina di colore marrone o di cane che fugge. Ha un carattere forte al punto che fa la guerra con Sciavazza senza paura di restare rotolata per le gialle stoppie di paglia. Dal muso e da tutto il resto del corpo atletico si capisce che non assomiglia a nessuno. Forse il risultato migliore del prodotto padre e madre in termini di evoluzione della specie.

Siamo arrivati a cinque. Ho bisogno di una pausa.

Commenti

Post popolari in questo blog

Avevo un cuore

Adesso ho quasi tutto, molto più di sempre. Adesso non devo lavorare per vivere, ho abbastanza. Ho anche una casa solo mia, una terra tutta mia. Prima ero nel traffico e vivevo in quattro metri quadrati, ora ho quattro stanze da 120 metri e un terreno di nove mila metri. Ci sono due cani che corrono, tanti alberi piantati e altrettanti da piantare ancora.  Quando avevo la voglia non avevo una lira, adesso ho una lira ma la voglia è passata. No non è passata, ho sempre il senso del dover fare qualcosa per proteggermi aspettando tempi migliori. Invece dovrei semplicemente cercare di fare quello che voglio fare: alzarmi dal letto con un piano per la giornata. Dovrei fare con calma e determinazione quello che è giusto e bello fare. Ma nel frattempo ho dimenticato cosa volevo fare perché l'ho rimandato. Ho sentito di non avere la forza di andare oltre le barriere e le circostanze. Mi sono perso nel groviglio delle rinunce e dei compromessi. Era più urgente la necessità di coprirmi dalle...

L'uomo delle contraddizioni

Le cose andavano talmente bene che voleva fare la rivoluzione. Come San Tommaso deve toccare le ferite altrui e anche le proprie. Mette alla prova, si rimette in gioco, crede solo a quello che sperimenta e cerca il limite. Viveva in un borgo di gente laboriosa e simpatica ma corre verso la periferia di una metropoli. Sostenuto da una famiglia proprietari abbraccia l'idea dell'esproprio proletario. Per la città indossa i jeans marchiati dalla multinazionale del tabacco, prende il sussidio dagli industriali e organizza assemblee di socialisti. Per fare il reporter nel mondo si accontenta del giornale di provincia, lo abbandona e si trasferisce nelle stanze della Camera del Lavoro. Prendo gli schiaffi ma non per conto mio, pensava. Fa un master in giornalismo mentre aiuta gli arruffapopolo e finisce per votare i riformisti della politica. Aspettando di fare l'inviato accetta le pagine di un piccolo giornale di agricoltura e poi di uno di finanza. Rinuncia a tutte le credenze r...

Un muro nella testa

- Hai detto che ti chiami Serena, mi ricordo che ti chiami Serena. Non è vero? - No, io sono la Brunella. Avevo immagazzinato l'idea di Serena perché Serena è nome lombardo. Non che questa Brunella fosse bella come la Serena che immaginavo ma per comodità mi ero appoggiato a questa idea per darle un contesto. Per riportarla dentro uno schema notorio.  E così per più di una volta incontrandola nel parco, lei e il suo compagno Fango, pensavo: ecco la Serena. Pensavo, forse non si chiama Serena ma è il nome che più si avvicina all'idea che mi sono fatto del suo nome quella volta che me l'ha detto. Infatti Brunella non era neanche vicina alla Serena postina dei partigiani, che era una bionda bella e forte. Eppure ero quasi sicuro. Serena come la partigiana del film sulla resistenza in Val Padana. Come i protagonisti di Novecento di Bernardo Bertolucci o di Citto Maselli, donne partigiane in aiuto di compagni partigiani. Il popolo buono, il bello della rivoluzione poi estesa dal...