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Spain game

I am a rovin Gambler A Gambler all around Whenever I see a game of chance I lay my money down  I  gambled down in Shreveport Gambled down in Spain I won my first wife shootin dice But I lost her in a poker game (traditional played live 1998)

Acqua a lenzuolo

Catania, Castello Ursino. La sera ci sono i tavoli sui marciapiedi e fumo di carne alla brace. La gente chiacchiera tra l'odore di sale e grasso che arriva già nel vicolo. Dove le vetrine delle cerimonie funebri sono accese sulle bare di mogano di colori e prezzi diversi. Nella piazza sotto le mura del castello crescono le vecchie palme del fossato normanno, mente le aiuole al pitosforo davanti al portone sono firmate dall'ultimo assessore. Nuvole bianche di salsicce e carciofi arrosto si confondono con le spire di fumo degli scooter sul selciato di pietre nere e lucide. Al ristorante una ragazza a turno e un uomo fisso alla tastiera cantano al karaoke Non son degno di te o Nel blu dipinto di blu. La carne è buona, le melanzane sono in agrodolce. Più avanti c'è un pub con intellettuali moderni e le loro birre irlandesi. E nel sottoscala corre l'acqua dalla sorgente del fiume Amenano verso una grotta di pietra scura. Alla fine del corso, sotto la pietra lavica, si a...

Alan Sorrenti doc

Vorrei incontrarti proprio sul punto di cadere, Vorrei incontrarti fuori i cancelli di una fabbrica, Vorrei incontrarti lungo le strade che portano in India. Vorrei conoscerti ma non so come chiamarti, vorrei seguirti ma la gente ti sommerge, vorrei incontrarti ma non so cosa farei. (cit. dall'album Aria)

U capisti?

Cascata delle Marmore. Ho abbracciato i miei in una terra straniera. Ho fatto la doccia a mio padre e lavato i piedi a mia madre. Mia nipote Beatrice è come una spugna quando sente le parole nuove. Io le dico: "U capisti?" oppure "Ma chi cci 'ncucchi?" E lei ripete e ride.  Insieme siamo andati a vedere una partita di calcio e anche in piscina. Abbiamo fatto una passeggiata nel bosco rischiando di essere sbranati dai cani. Per fortuna erano legati. L'ho portata sulle spalle e le ho fatto assaggiare una mora da un rovo. E lei la sera si è ricordata: lo sai mi è piaciuta questa mora.

Greca albanese

Lavinio, Roma. A Lavinio avevo fatto dei segni sulla sabbia mentre cominciava a far freddo nella sera. Stavo dentro la giacchetta di jeans comprata a piazza Vittorio e lei mi guardava con i suoi occhi grandi da greca albanese. Più avanti ci siamo trovati a Roma. Quando piove a novembre l'aria si fa pulita e le luci del lungotevere danno un colore apparente giallo oro mentre nelle ossa senti il freddo dell'inverno. Piazza San Pietro era vuota di gente e piena di sedie accatastate, tranne alcune in mezzo alla sala gigantesca aperta solo per noi. Così ci siamo stretti su una sola di queste con la luna nascosta dalle nuvole in volo.

Tessere di Greenaway

Milano, palazzo Reale. Ho visto le luci di Peter Greenaway sul Cenacolo di Leonardo. Sulla parete della sala delle Cariatidi l'immagine del volto di San Giovanni si avvicina fino al punto da far volare tutte le tessere di calce e di colore. L'affresco si corrode ma alla fine torna intero ed eterno. Se qualcuno (ma anche qualcosa) mi affascina, per possederla, la trituro, la scompongo fino a vedere tutte le sue parti più intime e poi rimetterle a posto. Faccio lo stesso con le cose. Taglio un'anguria in due grandi parti. La svuoto della polpa e la mangio. Le due coppe vuote della buccia le taglio a pezzetti, via via sempre più piccoli. La poltiglia con il tempo si ricompone (compost) e diventa preziosa o funesta per le piante.

Allevi suona per noi

Bresso (MI) Fly Festival. In grande prato fresco e senza zanzare c'è un palco enorme dove suoneranno Ron, Tiro Mancino e perfino Al Di Meola. Le sedie sono numerate con un'etichetta adesiva sul retro e tutte su un parquet rialzato a due livelli. Sullo sfondo un telo bianco avorio, davanti l'immenso pianoforte nero e alato. Ad aspettare il pianista e compositore Giovanni Allevi almeno quattro o cinque mila persone giovani e perbene. Io ho camminato tra l'erba secca per coprire le distanze. Ho imbracciato il bicchierone di birra alla spina e poi seduto l'ho messo per terra sotto la sedia. Il Giovanni è arrivato con la sua zazzera e la felpa con cappuccio correndo e agitando le mani come per volare. Ho sentito per la prima volta la sua voce e questo suo modo di parlare concitato e con il ritmo dell'ansietà. Ma Giovanni è un'anima purissima come la sua musica. Leggero e penetrante ti riempie la testa la fa girare in tutte le direzioni. La sua musica riconcilia ...