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Altri mari a Fondachello

Sicilia dell'Est. In inverno la carbonella di scorza di mandorla e le foglie di arancio per i conigli nelle nasse si mischiavano alla salsa di aglio e pomodoro. Ad aprile, invece, nel vicolo esposto ai venti il profumo delle prime zagare si perdeva dalle narici in una zona impalbabile della testa. Ma come veniva l'estate, nel pomeriggio, la signorina della radio ripeteva a litania le quotazioni delle Rinascente privilegiate e poi la voce dell'uomo annunciava le temperature massime di Cagliari Elmas e Santa Maria di Leuca. E finalmente un mattino presto si apriva il mare, dopo un'ora di vigneti a terrazze, davanti al corteo dei pellegrini venuti dalle colline. La 600 blu a 3 porte di zio Santo, con la direzione inversa dello sportello in favore di gamba, poi la nostra 850 sabbiata come una jeep militare nel deserto e la 128 pistacchio di zio Mario. Dai finestrini in corsa entrava nel naso l'ossigeno del mare e la salsedine, i pini marittimi o il colore turchese de...

Grazia

Le persone sono graziose o no. In quel caso sono disgraziate. A volte l'aspetto fisico può essere gradevole ma il portamento invece no. Una persona graziosa può vestire di stracci. Uno straccione può essere un poeta. La grazia è un dono della natura. Io vorrei averne tanta di più. C'è chi ha tanta grazia e si vede dal cuore che ha. C'è chi ha ricevuto in dono la grazia di un sorriso, come te per esempio o la Ciangottini ne La dolce vita. C'è chi inciampa sulla sua ultima meta. Grazie per avermi mandato in orbita su questo rap della sera della luna piena.

Dentro la betoniera

Strada di ponente. Non mi piaceva giocare da solo perchè ero da solo in casa. Così il mio teatro era la strada davanti. Passava Giannitto in bici ed era così magro che si vedevano le ossa. La sua bici era come la mia, i suoi occhi avevano sempre un contorno rosso e qualche pezzetto di muco giallo. Si andava per i prati nei sentieri in mezzo all'erba. Ma nei quartieri vicini c'era un'altra banda di ragazzini e dovevamo stare attenti. Ci sbarravano la strada in tre o quattro e cominciavano a prendere le ruote a pedate finchè non si faceva la lotta o si scappava. Il capo si chiamava Santo ma era il più cattivo di tutti. Pasqualino invece era grasso e non mi faceva paura. Giannitto mi veniva a cercare sempre, la sua strada era meglio della mia per sparare con le pistole a caps. Una volta d'estate si giocava a nascondino e siamo finiti dentro una betoniera. Vincevo sempre a qualsiasi gioco si giocasse. Il cugino di Gianni si chiamava Turi e portava sempre il fazzoletto bi...

Madeleine alla mandorla

Piazza Dante. Nino Signorello è il fondatore della sua pasticceria. "Ce l'hai i biscotti coi fichisecchi?" gli ho detto. "No, dopo la Befana non li faccio più. Non c'è nuddu ca mi ddumanna." Nino era con me alle elementari, ripetente e un poco storto. Non studiava ma in compenso usava il banco di scuola per suonare la batteria con le sue lunghe bacchette nell'ora di ginnastica o per la ricreazione. Lui ha aperto il suo locale nel '73 vicino alla palma della chiesa del Purgatorio. Io invece ho aperto un circolo culturale a fianco, l'Arcus Club, con manifesti di Lou Reed alle pareti e un presidente falegname che la sera parlava di spazi nuovi dove andare a "spaziare". Adesso non si chiama più Buco bar ma porta il nome di Nino sulla carta velina con dei raggi di luce psichedelici oltre quel buco. Invece il mio circolo culturale ha chiuso quando sono andato a Roma e, al suo posto, prima una gioielleria e poi un'agenzia per il disbr...

Viene infine

Roma, porta S. Lorenzo . Forse per il tuo compleanno o per Natale ti ho regalato questo libro dell'Adelphi con la copertina vinaccia e un ritratto di un uomo, forse di Schiele, un austriaco anche lui come Joseph Roth. Mi avevi chiesto perché questo libro? Perchè mi piace la copertina. E tu hai detto, ah vedi come sei! Il libro parla dei rivoluzionari e allude a Trosky e a Stalin senza nominarli. Parla di questo Friederich Kargan che frequenta un certo Savelli dopo aver lavorato al confine nella tratta dei profughi per la compagnia di navigazione. Adesso sono passati quasi 30 anni. E sono nell'imminenza del bilancio della mia vita che include la domanda, ma quanti libri ho letto di questa libreria? Non se mai lo finirò ma ho cominciato a leggere Il profeta muto. Sono solo arrivato a pagina 40, quindi prometto bene. L'ho aperto e le pagine sono bianche non avendo preso luce mai. Certe cose vengono infine, come dice mia madre. Lo avevo comprato per il rimorso nel '89, di...

Porta un messaggio a Mary

Milano, porta Ticinese . Maria è il nome più diffuso nel mondo, anche se ora nessuno più chiama Maria sua figlia manco fosse un`offesa. E` il nome del mondo femminile per eccellenza, richiama simboli e alchimie. Anche il mio nome lo è. Da qui la complessità della declinazione a seconda delle epoche. Diventa un personaggio o un altro, come chi corre verso un'altra identità e vive in un altro paese sotto un altro nome. Ho conosciuto una Maria che si faceva chiamare Mary. Andavamo al liceo su un autobus coi vetri appannati. Il bigliettaio trapassava i corpi degli studenti gridando, signorina favorisce biglietto? Poi ho conosciuto un`altra Maria e l`ho chiamata Meri con la e. E' successo quella volta che, dopo tanti anni, ho cercato la prima Maria e invece ho trovato la seconda detta anche Concetta. Ultimamente si sono inventati anche Mery e questo non era prevedibile.

Di mattina

Sei bianca come la neve e come i tuoi denti sotto un cappello in una duna di sabbia.  La tua faccia mi parla anche quando non ci sei.  Mi dice delle cose, non so dirti di preciso cosa.  La tua bocca socchiusa e i tuoi occhi chiusi dal nero degli occhiali sta facendo dei discorsi come, Per favore baciami.  Ti cercavo alle sei di mattina, è vero.  Mi sono svegliato d'improvviso verso le cinque e senza sonno sono arrivato fino alle sette quando il cielo si schiariva. Nel mattino cerco di te, dell`idea che mi sono fatto di te quando sarai con me.