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Tangenziale Ovest

Aereo CTA-LIN. Ieri sera guardavo le luci della costa siciliana mentre l'aereo passava sopra le vostre automobili in coda sulle tangenziali. Mentre tutto intorno è buio pesto e spazio immenso di colline e altipiani.
Adesso le luci gialle nei paesi sono geometriche ma diventano una ragnatela quando un centro divora l'altro vicino. Un camper parcheggiato sotto il ponte dell'autostrada se n'è andato in mare, i fiori sfioriscono, camminano le montagne. Ma tutto è già accaduto altre volte a Messina e altrove.

Chissà perchè la gente si ammassa ancora tutta intorno alle città. Quando le cause dell'urbanesimo sono un ricordo. Le industrie non ci sono più a raccogliere ex contadini. Sono anche scomparse le strade polverose e i carretti che rendevano difficili i trasporti. Ma tant'è, i ricchi hanno le ville in campagna, i poveri l'appartamento in città.
Per favore andate via da queste case accatastate sulla spiaggia. Sembrate delle formiche in una topaia. Come se stare vicini tra i lampioni fa sentire meno freddo nella notte. Come se il calore delle mura del vicino di appartamento servisse a riscaldare la vostra solitudine.

Andate via da questi buchi. Con tutto lo spazio che c'è intorno cosa ci state a fare sull'orlo della frana a guardare il muro del palazzo di fronte. Prendetevi un pezzo di terra e ricostruite il tetto della sua casa.

Commenti

  1. Emma ha perso un libro al check-in e io gliel'ho riportato. Così ci siamo conosciute e abbiamo preso un caffè a un tavolino su sgabelli alti come le cicogne.
    Emma come madame Bovary, Emma verde ramarro: ha verde il vestitino, i cerchietti metallizzati alle orecchie e pure una linea di matita sugli occhi, sopra la matita nera.
    Emma ha tre figli, un trolley, una borsa, un libro ritrovato e una serie di altre cose che le riempiono le mani, così le può perdere meglio. Ha dei nipoti a Roma e uno fa la comunione, ha i capelli biondi e adesso ha anche il mio numero: gliel'ho dato prima del decollo, così faremo insieme anche il viaggio di ritorno.
    Ora le nuvole bianche dall'alto viene voglia di strizzarle fra le mani come spugne, o di morderle. La terra è nera di sciara e verde di boschi, ha luci e ombre, ha tre o quattro dimensioni, e i piloni titanici degli impianti eolici sono piccoli e bianchi e hanno tre capelli in testa.
    Da qualche parte, laggiù, c'è un aratro in mezzo alla maggese.
    E a me, alla fine, rimangono spesso gli orecchini spaiati.

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