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Rifaccio il caffè

La tazzina resta sul tavolo tra le briciole di pane e la tovaglia bianca. Il caffè si fredda se non lo bevi. Poi, se stai parlando del gran casino della speculazione, anche di più. Le banche falliscono, lo Stato interviene coi soldi di tutti. I francesi fanno come gli pare, se ne fregano dell'Europa. Loro ti dicono: per me questa legge funziona così, punto. Possibile che nessuno vede il rischio della controparte? Io non ci avevo fatto caso alla controparte.

Il caffè è ancora bollente quando arriva. Perché devi berlo subito? L'uomo con la giacca bianca e cravatta nera dice posso portar via? Ma se io sto parlando come faccio a bere. E poi il caffè è ancora caldo, troppo caldo per sentire sulla lingua il sapore per quei quattro secondi. Cosa dovrei fare? Inghiottire, pagare e alzarmi.

Il tuo caffè è così buono, tanto meglio. Allora lasciami in pace, voglio sentire quanto è gustoso e poi tornare ancora qui da te. Il fatto è che tu guardi e non mi vedi. Sei una macchina parlante, un signore dal muso duro che porta via il caffè a quelli come me. La tazza è ancora piena e ha la sua temperatura giusta. Ma lui dice, gliene faccio un altro?

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