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Corso non deo ontologico. S. Agata festa di Catania

Corso non deo ontologico per giornalisti tenutosi a Catania. Estratto registrato di una conferenza-simposio che forse non hai potuto frequentare. Tema la festa della patrona S. Agata. Vedete, dice Don Paolo, il sacro è l'oggetto della festa, dal latino sacer, sancire. Conservare ciò che è ritenuto sacro e non profano. Ma poi ne parlerà meglio anche il rappresentante del comitato festeggiamenti di Sant'Agata. La festa comunica il sacro al di là della festa. Faccio un riferimento classico per focalizzare una mia lettura. Platone, nel settimo libro, illustra il famoso mito della caverna. Il prigioniero vede solo le ombre e si convince che è la realtà. Ma potrebbe esserci un valore connotativo del sacro e del profano. Il profano è ciò che sta fuori. La festa ha un valore blando per una bassa coinformazione. Alla fine c'è una bassa cosignificazione se vogliamo ben guardare. I valori scendono di parecchio, tante volte una coinfornazione variegata. Il committente, insomma, manda...

Titoli postali

Dopo il crack i clienti soci di quattro banche del centro Italia non hanno visto più un euro dalle obbligazioni, comprate come sicure al 100%. Ora si vedrà chi è stato rapinato e chi si è truffato da solo. Dopo poche settimane accendi la tv e vedi uno spot con altri rapinatori. Peccato che promuove i titoli postali, altre obbligazioni che rendono di più dei soliti Bot. Si vede una scena del vecchio Far West, ti spezzano le reni a colpi di pistola quando entri nel saloon. Con le obbligazioni protette e garantite delle Poste italiane, invece, sei al sicuro al 100%. Lo dice un tipo con cappellaccio e la barba da bounty killer. Fidati del duro cacciatore di taglie, il profitto passa dalla pistola. Tutte le banche vendono ai loro clienti dei pezzi di carta che promettono soldi per il futuro. Uno di questi pezzi di carta si chiama obbligazione appunto. La banca incassa il liquido contante dal cliente e si obbliga verso il cliente a restituire altri soldi, più soldi pensa il cliente. ...

Giocattoli

I regali li trovo utili per un giorno, li smonto e rompo e poi li restauro per sempre. Lo stesso per le cose nuove acquistate come le auto, i telefoni o gli apparecchi che si possono aprire per vederci dentro. Le creazioni, invece, vanno avanti per decenni, all'inizio sembrano quasi fatte ma incomplete. A lungo restano monche e scheggiate. Quando alla fine sono perfette le abbandono. E qualcuno le apprezza al posto mio. Devo passare dall'ansia della scoperta al piacere di scartare la confezione. Devo fare tante cose. Devo anche capire perché il respiro si è fatto più pesante. E perché non sento più gli stessi odori dalle stesse cose.

Falso pepe

Ho trovato un fossile di conchiglia, un guscio di perla come l'insegna di un benzinaio Shell. Ha una certa dimensione e le righe a raggiera lasciano solchi profondi a forma di archetto. Segno che il deserto avanza lentamente su questa zolla di Africa, un vecchio posto di mare vicino al vulcano dell'Etna che ha lasciato ferro, calcare e bocche di acqua salata.  La terra si fa creta quando le pietre passano via. Se resta arida ogni giorno diventa più tagliente come carta vetrata, dura come il cemento. Se la terra è zuppa di acqua, invece, si fa come una melma fangosa, come sabbie mobili dove affondano le scarpe e i paletti di legno per le piantine. C'è voluto un cavo di acciaio per tirarmi fuori da tutto questo quando le ruote si sono messe a girare a vuoto. Il nuovo albero di falso pepe dovrebbe dare ombra a macchine e trattori, forse al rimorchio, la carriola e biciclette. Il piccolo stelo dista nove piccoli passi dal mandorlo che non vuole saperne di perdere le fo...

Trimmie is gone

Adesso Trimmie è un cumulo di ossa e di polmoni e di cuore carbonizzati sparsi nel terreno dietro il cumulo di legname. Prima correva, pareva dicesse Ora sono signorina! Prima bianca e poi giallo foglia cadente sulla schiena. Trimmie aveva le ciglie dorate e gli occhi buoni e bellissimi.  Trimmie si chiamava così perché da piccola tremava. Le era anche cresciuta una noce di grasso vicino l'orecchio, per tanto tempo era troppo magra. Ma poi si era rifatta grande e muscolosa. Si era adattata al regime, abbaiava e correva dietro a ogni cosa. Rubava il formaggio e lo sgombro sulla tavola di legno della cucina. Inghiottiva le cose per intero senza masticare, per la fretta di essere scacciata dalla madre o dai fratelli. Trimmie era nata nel marzo del 2014. Ieri l'altro ha inseguito il trattore nella salita prima della curva, una macchina in senso contrario l'ha presa in pieno tanto che è perfino saltata la mascherina. Nino il grillaio era furente perché è diabetico da temp...

Jona, Unghefer & Giabbaluffo

Il problema è questo. Entrano in casa e la riducono in una latrina. I cuccioli di cane producono una quantità insospettata di rifiuti organici. Al punto che una parte si potrebbe riciclarli in concime compostato. E perciò in un angoletto del giardino ho pensato di erigere una specie di Ara di Giove dove bruciare gli incensi di sera nel pomeriggio. Quando il vento si è placato e la girandola si ferma. Ora sono in tre i nuovi pargoli di Zorika, nati il 25 ottobre 2015. Perciò occhio al prossimo 25 aprile quando ricominciano le perdite di sangue e il ciclo della vita riporta al desiderio di accoppiamento implacabile della femmina. Il maschio invece è sempre disponibile, guai sennò. Questa volta sono due maschi e una femmina.  Per una questione pratica Zorika, nera lucida dagli occhi ramati, si è accoppiata con il vicino maremmano bianco, pastore delle pecore di Alfio La Rosa sulla collina verso nord. L'unico nero è maschio, Unghefer. Grasso come un orso, lotta con l'altro ...

Pane scordato

Quanti alberi ho piantato intorno a me in questa casa. Ogni anno ne pianto diversi. Tanti seccano per mancanza di acqua e di accudimento. Altri superano la barriera del secco, del vento micidiale e sembrano dare i frutti sperati. Limoni, cinque limoni, melograno un melograno, fichidindia 50 fichidindia. C'è una strada stretta da fare per chiunque, i primi anni sono difficili. Ma quando la pianta ha fatto le radici l'anno dopo tutto si moltiplica e i le foglie e i rami si moltiplicano, anzi devi cominciare a potare e riportare ordine e disciplina. Sono passati una decina di anni da quando ho iniziato a scavare buche e coprire di terra radici di ulivi e gelsomini. Ne sono passati anche venti di anni. Sembra ieri, non è vero? Invece non è così. Papà diceva, scava ancora. Fai la fossa ancora più grande per dare umido alle radici. Io pensavo, che scocciatura. Invece aveva ragione lui. Le piccole fosse fanno morire le piante e così è stato quando ho fatto da solo. La culla deve ess...