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Mela bianca

Devi mangiare una mela, disse. La mattina prendi i fiocchi di avena nel latte, in poco latte caldo o tiepido. Poi durante il giorno altre due o tre mele, anche la sera o nel pomeriggio. Qualche mandarino, anche, ti farà bene. Lascia perdere la carne o il vino e le cose salate. Prendi tante verdure per favore, ascoltami.

Portava un giaccone scuro e dei jeans uscita dal condominio della zona sud. La sua pelle era bianca dalle guance del viso fino al collo e al golfino scuro; profumava di fiori bianchi, di cotogne o petali del genere orchidee. Alta più di tante ragazze della Padania camminava a ondate sulle gambe e ogni tanto mi stringeva verso il muro; la testa reclinata fino al sorriso a forma di cuore rosso, acceso come la cera rossa delle mele rosse delle favole.

Si sdraiava sul letto come seduta di profilo e aspettava che le togliessi il reggiseno slacciandolo di dietro. Una volta vicini e abbracciati apriva la bocca spalancandola senza muovere la lingua. Per qualche minuto era come paralizzata, gli occhi chiusi, e non lasciava la presa. Anzi con le braccia circondava le mie con la stessa grazia del suo andare. E non mi lasciava più, era in una trance ipnotica.

Le accarezzavo quella zona di pelle bianca sotto le ascelle, con il dito potevo arrivare fino al centro del suo petto; sentivo un tondino delicato che cambiava di intensità. Non era come un bullone filettato, era una specie di lampone gommoso. Vuoi qualcosa da bere. No, solo dell'acqua. Non mi guardare quando mi spoglio. Perchè ti chiamo amore io non lo so, sarò una pazza. Amore mio, ti amo. Cos'altro importa.

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