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La spesa globale

La zingara coi ricci e l'anello sulla guancia legge la carte agli impiegati di banca. Russe e svedesi in uniforme sfogliano i pieghevoli e i sacchetti di stoffa per la spesa. In un angolo tra le verdure e la frutta fresca si suona la fisarmonica, in un altro si affettano salami e pancetta. La gente sta in piedi al centro della sala, si agitano e stringono le mani. 
- Ti presento, ti posso presentare un amico?
- Il tuo nome me lo ricorderò.

La top model, al momento escort, degusta la maracuja. Con la borsetta in una mano nasconde gli occhi con la frangetta. Sulla balaustra due amiche si fotografano a vicenda e chiedono di essere fotografate al primo che passa. Ma lui ha in mano un bicchiere di plastica bianco e nell'altra una fetta di pane. Si asciuga le dita nelle tasche dei pantaloni, poi scatta e mostra il risultato.
- Ti piace come è venuta?
- Ancora una per favore.

Fuori la gente fuma in piedi e si racconta dei regali ai bambini, delle feste scolastiche. Di quanto le femmine sono più sveglie dei maschi o della partita in trasferta. Gli addetti alla sicurezza non commentano, sono grassi e vestiti di nero. Il party sta per finire, i carrelli di frutta sono ancora pieni. La banca vuole parlare della economia reale il prossimo anno, ecco gli spot e le sigle, tutti gli sponsor della nuova comunicazione globale.
- Posso prendere un vaso di lavanda?
- Mi spiace, prenda i ravanelli.

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