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Canottieri di S. Cristoforo

Il canale di acqua trascina barche di uomini con le pagaie. Passo tra le foglie e i rami cresciuti sui bordi, un ciclista mi sorpassa e poi anche un altro. Posso pedalare anche più forte, potrei correre lungo la riva dell'acqua dell'Alzaia pavese. Ma corro senza strappi, tengo lo stesso ritmo per avere ancora modo di accelerare se ci fosse bisogno.

La mia bici passa a fianco della barca, ci sono due persone dentro che muovono i remi. La corrente mi trascina con loro alla stessa velocità. Siamo insieme nella corrente, siamo fermi perché le distanze sono le stesse. I due sono un uomo e una donna, si agitano e fanno un sforzo con le braccia per contrastare la direzione dell'acqua. Io pedalo, loro remano ma siamo fermi e ci guardiamo nel frattempo finché qualcosa fa cambiare il quadro e la scena del naviglio, i suoi segnali stradali o forse lo spostamento della luce dopo una curva in direzione della nostra meta.

C'è una ragazza con i riccioli che aspetta sul terrazzo tra le melanzane e le frittelle. Nell'ingresso un appendi abiti con  piastrelle di Caltagirone, però, pende da un lato. Lei si porta le mani ai capelli e alza gli occhi verso il cielo a far prendere aria sul collo. Oggetti e cose, soprammobili di legno, roba esotica dal centro america, un quadro domenicano, la cucina abitabile con sottopentola a fiori.

Dice che nessuno le deve dire cosa deve fare. Perlomeno non è più abituata. La donna ha tanti uomini davanti, ma ne sceglie uno solo. L'uomo ha una sola donna avanti, ma ne sceglie una sequela.
- Ho visto il mio amico ieri, ho tanti amici uomini, poi ho visto l'estetista
- Ecco perché profumi di bosco
- Sto perdendo la memoria, ho deciso di riunire i miei ricordi di bambina

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