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Mare negli occhi

Alle sette di sera il lido allunga le ombre verso il mare. Le palme secche coprono le due sdraio di ogni coppia, un ragazzo asporta mozziconi e bicchieri di plastica ora che tutti vanno via. Si può vedere un pezzo di mare e sentire il suo ritmo cantare.

Qualcuno ha dimenticato in giro le ciabatte nuove e chi l'asciugamano ripiegato sopra il bracciolo. Ma dopo il disordine dell'uso, man mano, ogni cosa torna al suo posto. Il vociare e la calca non si sentono da mezz'ora, la fila di gente al chiosco è scomparsa. Siamo ora in due gruppi a darci fastidio, a scattare le ultime foto e a raccogliere le idee sparse tra le onde e il resto del cielo davanti.

Un ragazzo circondato da cinque donne spruzza in giro la sua acqua di mare.
- Sta piovendo, dice il ragazzo.
- Ma finiscila, dice la seconda donna.
La terza donna è sdraiata ancora sulla schiena, assomiglia molto alle prime altre donne. Ha la linea dritta e lo stesso profilo dell'altra con il naso allungato. E' più piccola e giovane, non ha ancora avuto figli e accetta consigli.

La prima donna fuma e annuisce, porta indietro la ciocca di capelli a coda di cavallo. Il ragazzo ha finito di giocare, mastica la sua gomma e poi la sputa in aria per dargli un calcio al ricadere. La manca di tanto, sgraziato com'è. La prima donna si riveste con la sua gonna a balze, la borsa di strass e se ne va. Portandosi via le altre donne più anziane, la quarta e la quinta.

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